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NIS2 e Cybersecurity OT: come trasformare un obbligo normativo in investimento agevolabile 4.0

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Nel percorso di adeguamento alla direttiva europea NIS2, le imprese industriali si trovano di fronte a una doppia sfida: da un lato rafforzare la propria postura di sicurezza, dall’altro sostenere economicamente gli investimenti necessari, soprattutto in ambito OT (Operational Technology), dove i sistemi legacy e la crescente interconnessione amplificano il rischio.

In questo scenario, il tema degli incentivi fiscali – e in particolare la possibilità di ricondurre gli investimenti in cybersecurity all’interno dei meccanismi di agevolazione come il cosiddetto “iperammortamento” o le sue evoluzioni – diventa centrale per le strategie industriali.

NIS2 e industria: un cambio di paradigma operativo

La direttiva NIS2 introduce un approccio strutturato alla sicurezza, imponendo alle organizzazioni requisiti stringenti in termini di gestione del rischio, monitoraggio continuo, incident response e sicurezza della supply chain.

Per il mondo manifatturiero, questo significa intervenire su:

  • sistemi IT tradizionali (ERP, PLM, infrastrutture cloud)
  • sistemi OT (macchine, PLC, SCADA, linee produttive)
  • integrazione IT/OT e visibilità end-to-end

Il punto chiave è che la cybersecurity diventa un elemento intrinseco del processo produttivo, non un layer aggiuntivo.

Cybersecurity OT: perché è la vera priorità

Se negli anni passati la sicurezza era concentrata sull’IT, oggi il focus si sposta sempre più sull’OT.

Gli ambienti produttivi presentano caratteristiche specifiche:

  • elevata dipendenza dalla continuità operativa
  • presenza di sistemi legacy non progettati per essere sicuri
  • crescente connessione con reti IT e cloud
  • impatti diretti su produzione, sicurezza fisica e qualità

Un attacco su un sistema OT non comporta solo perdita di dati, ma può fermare intere linee produttive.

Per questo, gli investimenti richiesti da NIS2 riguardano sempre più:

  • segmentazione delle reti industriali
  • monitoraggio in tempo reale delle reti OT
  • sistemi di anomaly detection specifici per ambienti industriali
  • piattaforme di gestione centralizzata della sicurezza

Iperammortamento e Transizione 4.0: cosa cambia oggi

Il termine “iperammortamento” è stato progressivamente sostituito negli ultimi anni dal Piano Transizione 4.0, che prevede crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali, software e tecnologie digitali.

La domanda chiave per le imprese è: gli investimenti in cybersecurity rientrano tra quelli agevolabili?

Stato attuale (da verificare caso per caso)

Ad oggi, non esiste un incentivo specifico dedicato esclusivamente alla cybersecurity OT. Tuttavia:

  • i software possono essere agevolabili se rientrano tra quelli funzionali alla trasformazione digitale (Allegato B)
  • le soluzioni di sicurezza possono essere incluse se abilitano o proteggono sistemi 4.0 interconnessi
  • le architetture IT/OT integrate possono rientrare se contribuiscono a:
    • integrazione dei sistemi
    • interconnessione dei macchinari
    • gestione dei dati

In altre parole, la cybersecurity non è incentivata in quanto tale, ma in quanto elemento abilitante della digitalizzazione.

Questo è un passaggio fondamentale per costruire correttamente il progetto di investimento.

Cybersecurity OT come asset 4.0

Per aumentare la probabilità di accesso agli incentivi, è necessario posizionare la cybersecurity all’interno di un framework coerente con Industria 4.0.

Alcuni esempi concreti:

  • sistemi di monitoraggio OT integrati con MES o piattaforme di supervisione
  • soluzioni di sicurezza che garantiscono l’interconnessione sicura delle macchine
  • piattaforme che raccolgono e analizzano dati di produzione in sicurezza
  • strumenti di controllo accessi e identità integrati con sistemi industriali

In questo modo, la sicurezza diventa parte integrante dell’infrastruttura digitale e non un elemento separato.

NIS2 e incentivi: una convergenza strategica

L’aspetto più interessante è la convergenza tra normativa e incentivi.

NIS2 richiede:

  • governance strutturata
  • gestione del rischio
  • monitoraggio continuo
  • sicurezza della supply chain

Il Piano Transizione 4.0 incentiva:

  • digitalizzazione
  • integrazione dei sistemi
  • utilizzo dei dati
  • automazione

La cybersecurity OT si colloca esattamente all’intersezione di questi due ambiti.

Questo significa che le aziende possono trasformare un obbligo normativo in un’opportunità di investimento strategico, se il progetto viene impostato correttamente.

Come strutturare un progetto coerente

Per massimizzare il valore – sia in termini di compliance che di incentivi – è fondamentale adottare un approccio strutturato:

  1. Analisi del rischio OT e gap rispetto a NIS2
  2. Mappatura dei sistemi e delle interconnessioni
  3. Definizione di un’architettura IT/OT integrata
  4. Identificazione delle tecnologie abilitanti (anche agevolabili)
  5. Documentazione tecnica coerente con i requisiti 4.0
  6. Coinvolgimento di competenze fiscali e tecniche

Questo approccio consente di evitare interventi frammentati e di costruire una roadmap sostenibile.

Dal costo alla leva competitiva

Uno degli errori più comuni è considerare la cybersecurity come un costo obbligato.

In realtà, nel contesto attuale:

  • aumenta la resilienza operativa
  • riduce il rischio di fermo produzione
  • migliora la governance dei dati
  • rafforza la fiducia nella supply chain
  • abilita nuovi modelli digitali

Se integrata correttamente con i programmi di investimento, può diventare una leva competitiva.

Attenzione: il tema dell’iperammortamento va verificato

È importante sottolineare che:

  • il vecchio iperammortamento non è più attivo nella sua forma originaria
  • oggi si parla di crediti d’imposta Transizione 4.0
  • l’ammissibilità della cybersecurity dipende dalla configurazione del progetto

Per questo motivo, ogni investimento deve essere valutato con:

  • consulenti fiscali
  • esperti tecnici 4.0
  • documentazione coerente

Verso una cybersecurity “by design” nell’industria

La vera evoluzione richiesta da NIS2 è culturale e architetturale: la sicurezza deve essere progettata fin dall’inizio, non aggiunta successivamente.

Nel mondo industriale questo significa:

  • integrare sicurezza e produzione
  • progettare sistemi resilienti
  • rendere visibile ciò che prima era nascosto
  • trasformare i dati in uno strumento di controllo

In questo scenario, IT e OT convergono e la cybersecurity diventa parte integrante del sistema produttivo.

Per approfondire come strutturare un percorso di cybersecurity industriale coerente con NIS2 e con i programmi di trasformazione digitale, è possibile consultare il seguente link:
https://www.se.com/ww/en/work/services/se-advisory-services/risk-management-and-resilience/