AI Act: con l’avvio dei controlli cresce l’attenzione sull’AI Literacy.
Con l’avvio delle attività di controllo previste dall’AI Act, il Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale, un tema fino a pochi mesi fa conosciuto soprattutto dagli specialisti sta entrando nelle agende di imprenditori, manager e professionisti: l’AI Literacy, ovvero l’alfabetizzazione sull’Intelligenza Artificiale.
L’Articolo 4 del Regolamento introduce infatti l’obbligo, per le organizzazioni che utilizzano sistemi di Intelligenza Artificiale, di garantire un livello adeguato di competenze a chi li impiega nello svolgimento della propria attività lavorativa. Un requisito che riguarda una platea molto più ampia di quanto si possa immaginare.
Un obbligo che coinvolge la maggior parte delle imprese
L’AI Act non interessa soltanto le aziende che sviluppano soluzioni di Intelligenza Artificiale. Il regolamento coinvolge anche tutte le organizzazioni che utilizzano questi strumenti nelle attività quotidiane. In pratica, se un collaboratore impiega l’IA per scrivere un’e-mail, tradurre un documento, analizzare dati, creare una presentazione, generare contenuti o supportare il proprio lavoro, l’azienda rientra tra i soggetti chiamati a garantire un’adeguata formazione.
L’obiettivo della normativa non è trasformare i dipendenti in sviluppatori o esperti di algoritmi, ma renderli utenti consapevoli, capaci di comprendere come funzionano questi strumenti, quali opportunità offrono e quali rischi possono comportare.
Privacy, copyright e affidabilità delle informazioni
Uno degli aspetti più rilevanti dell’AI Literacy riguarda proprio la consapevolezza dei rischi. I collaboratori devono imparare a riconoscere i limiti dell’Intelligenza Artificiale, verificare l’attendibilità delle informazioni generate, evitare decisioni basate esclusivamente sui risultati prodotti dagli algoritmi e comprendere le implicazioni legate alla tutela della proprietà intellettuale.
Particolare attenzione viene riservata alla protezione dei dati aziendali. L’inserimento inconsapevole di informazioni riservate all’interno di chatbot o servizi di IA pubblici può infatti esporre l’organizzazione a rischi significativi sotto il profilo della privacy, della sicurezza e della conformità normativa.
Una formazione concreta e documentabile
L’Ufficio Europeo per l’Intelligenza Artificiale ha chiarito che non esiste un programma unico valido per tutte le aziende. Ogni percorso deve essere costruito in funzione del settore, dei ruoli coinvolti e degli strumenti effettivamente utilizzati.
Restano però alcuni elementi indispensabili: una conoscenza generale dell’IA e del suo funzionamento, la comprensione del ruolo dell’organizzazione come utilizzatore o sviluppatore dei sistemi, la consapevolezza dei rischi e delle responsabilità connesse al loro impiego e l’adozione di comportamenti corretti per la tutela dei dati, della privacy e del copyright.
La conformità non può inoltre limitarsi alla semplice distribuzione di informative o documentazione interna. La formazione deve essere strutturata, verificabile e accompagnata da una documentazione che consenta all’azienda di dimostrare il percorso svolto in caso di controlli.
La proposta di Sprint: formazione modulare e personalizzabile per l’AI Literacy
Per rispondere a queste nuove esigenze normative, Sprint ha sviluppato, in collaborazione con Titans, un’offerta dedicata alle imprese che desiderano affrontare il tema dell’AI Literacy in modo semplice, efficace e pienamente documentabile.
La proposta si basa su un modello modulare che consente alle aziende di scegliere il percorso più adatto alla propria organizzazione, adattando contenuti, durata e livello di approfondimento in funzione delle diverse figure professionali coinvolte.
I percorsi prevedono moduli formativi on demand, fruibili senza interrompere le normali attività operative, affiancati da programmi personalizzati che possono essere costruiti su specifiche esigenze aziendali, processi interni o particolari scenari applicativi dell’Intelligenza Artificiale.
L’offerta comprende inoltre il registro ufficiale delle attività formative, necessario per documentare il percorso svolto, insieme a un kit documentale che include policy aziendali e modelli operativi utili a definire regole condivise per l’utilizzo corretto degli strumenti di IA.
Grazie a una struttura flessibile, la soluzione può essere adottata sia da piccole e medie imprese sia da organizzazioni più complesse, con la possibilità di progettare interventi specifici per reparti, funzioni aziendali o intere organizzazioni.
Una competenza destinata a diventare strategica
L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente entrando nei processi quotidiani delle imprese. Per questo motivo l’AI Literacy rappresenta oggi molto più di un semplice adempimento normativo: costituisce una competenza strategica che permette di utilizzare l’IA in modo responsabile, migliorare l’efficienza operativa, ridurre i rischi legati alla sicurezza delle informazioni e favorire una cultura aziendale orientata all’innovazione consapevole.
Con la propria proposta formativa, Sprint intende accompagnare le aziende in questo percorso, offrendo soluzioni modulari, personalizzabili e immediatamente applicabili, capaci di coniugare conformità normativa, semplicità organizzativa e crescita delle competenze interne.
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