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Fibra ottica sotto pressione: data center AI e droni militari cambiano gli equilibri della supply chain industriale

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La corsa all’intelligenza artificiale sta producendo effetti che vanno molto oltre GPU, semiconduttori ed energia. Uno dei materiali diventati improvvisamente strategici è la fibra ottica, infrastruttura essenziale tanto per collegare i grandi cluster di calcolo dei data center quanto, in una forma molto diversa, per controllare una nuova generazione di droni impiegati nei conflitti militari.

Nel 2026 il mercato internazionale della fibra sta attraversando una fase di forte tensione. Non si tratta però, almeno per ora, di una semplice “mancanza di cavi”. Il problema è più complesso e si trova soprattutto nelle parti a monte della filiera: preforme di vetro ad alta purezza, capacità di filatura della fibra e riallocazione degli impianti verso le tipologie oggi più richieste.

Una dinamica apparentemente lontana dalla fabbrica può quindi produrre conseguenze anche sull’industria manifatturiera europea, dove fibra ottica, connettività e componenti optoelettronici sono diventati elementi sempre più importanti delle infrastrutture OT, dei sistemi di visione, delle reti industriali e dei progetti di digitalizzazione.

I prezzi della fibra sono tornati a salire

Il cambiamento avvenuto tra il 2025 e il 2026 è evidente nei dati elaborati da CRU Group, società internazionale specializzata nell’analisi dei mercati delle materie prime e delle infrastrutture.

Dopo oltre due anni di prezzi in diminuzione, il CRU Optical Fibre Price Index relativo alla fibra single-mode G.652.D ha raggiunto il minimo di 78,6 nel marzo 2025. A novembre dello stesso anno era già risalito a 88,7, mentre nel gennaio 2026 ha raggiunto 107,9.

Il movimento più significativo è però arrivato nel marzo 2026, quando l’indice è balzato a 263 punti, registrando l’incremento più forte da quando CRU ha iniziato il monitoraggio nel 2017.

Secondo CRU, si tratta di un fenomeno globale determinato dalla contemporanea presenza di più fattori: data center per l’AI, nuovi impieghi militari, carenza di preforme, aumento del costo delle materie prime e spostamento della capacità produttiva verso fibre a maggiore valore aggiunto.

Fonte: CRU Group, “CRU introduces monthly optical fibre price reporting in response to market volatility”, 2026.

Il vero collo di bottiglia è prima del cavo

Per comprendere il fenomeno bisogna distinguere il cavo finito dalla fibra e, ancora prima, dalla preforma ottica.

La preforma è una barra cilindrica di vetro ultrapuro dalla quale, attraverso apposite torri di filatura, viene letteralmente “tirata” la fibra ottica.

È una produzione tecnologicamente complessa, caratterizzata da elevati investimenti e fortemente concentrata.

Secondo Marco Van Dongen, Commercial Director di Prysmian, intervistato da Data Center Dynamics nel luglio 2026, meno di dieci aziende nel mondo producono preforme, mentre circa venti aziende effettuano la filatura della fibra. I produttori che successivamente acquistano la fibra per trasformarla in cavi sono invece centinaia.

È quindi a monte che la capacità produttiva diventa limitata.

La conseguenza è importante: aumentare il numero di aziende che assemblano cavi non risolve automaticamente il problema se non aumenta contemporaneamente la capacità mondiale di produrre preforme e fibra.

Perché l’intelligenza artificiale consuma così tanta fibra

I tradizionali data center utilizzano fibra ottica da anni. L’AI sta però cambiando la densità delle connessioni necessarie.

L’addestramento e l’esecuzione dei grandi modelli richiedono cluster costituiti da migliaia o decine di migliaia di acceleratori collegati attraverso reti ad altissima velocità.

Non aumenta quindi soltanto il numero dei data center. Aumenta la quantità di connettività ottica necessaria all’interno di ogni infrastruttura.

Corning prevede che nei nuovi campus AI si passerà sempre più frequentemente da collegamenti contenenti meno di mille fibre a sistemi con migliaia di fibre per singola tratta e configurazioni multi-conduit in grado di raggiungere complessivamente centinaia di migliaia di fibre.

La crescita riguarda inoltre più livelli contemporaneamente: collegamenti tra data center, connessioni tra edifici dello stesso campus, rete switch-to-switch e collegamenti sempre più vicini ai server.

Meta, Amazon e gli hyperscaler si assicurano capacità produttiva per anni

Uno dei segnali più significativi della pressione sulla supply chain viene dalle strategie di approvvigionamento dei grandi operatori cloud.

Nel gennaio 2026 Meta e Corning hanno annunciato un accordo pluriennale fino a 6 miliardi di dollari per la fornitura di fibra ottica, cavi e sistemi di connettività destinati all’espansione dei data center AI statunitensi.

L’accordo prevede anche l’ampliamento delle capacità produttive Corning in North Carolina.

Nel giugno 2026 anche Amazon e Corning hanno annunciato un accordo plurimiliardario finalizzato all’aumento della capacità produttiva statunitense di fibra e componenti ottici.

A luglio è stata invece Prysmian ad annunciare un accordo fino a 5,5 miliardi di euro con Molex, della durata massima di dieci anni, per la fornitura di cavi ottici destinati all’interno dei data center.

Prysmian ha contemporaneamente programmato investimenti per 1,25 miliardi di euro entro il 2031 per ampliare la produzione di fibra e cavi ottici, includendo anche lo stadio produttivo delle preforme negli stabilimenti statunitensi ed europei. Negli Stati Uniti la capacità produttiva di fibra dovrebbe più che raddoppiare.

La dimensione e soprattutto la durata di questi contratti sono indicative: i grandi operatori non stanno acquistando soltanto il materiale necessario oggi. Stanno prenotando capacità produttiva futura.

Ed è proprio questo meccanismo che può modificare gli equilibri di approvvigionamento per gli altri settori.

Poi sono arrivati i droni collegati con chilometri di fibra

La seconda fonte di domanda è molto più recente e quantitativamente inferiore a quella dei data center, ma sta contribuendo a modificare il mix produttivo di alcune tipologie di fibra.

Nei conflitti in Ucraina hanno assunto un ruolo crescente i cosiddetti fiber-optic FPV drone, droni pilotati attraverso un sottilissimo collegamento fisico in fibra ottica.

Il drone porta con sé una bobina che può contenere diversi chilometri di fibra. Durante il volo il cavo viene progressivamente svolto.

Il vantaggio militare è evidente: invece di utilizzare il tradizionale collegamento radio tra pilota e velivolo, video e comandi transitano attraverso la fibra.

Di conseguenza il drone è estremamente difficile da neutralizzare attraverso le tradizionali tecniche di radio frequency jamming, perché non esiste un collegamento radio da disturbare.

L’U.S. Army ha dedicato nell’agosto 2025 uno specifico documento di analisi a questa tecnologia, sottolineandone la crescente importanza operativa.

Un utilizzo molto particolare: la fibra non viene recuperata

Dal punto di vista della supply chain esiste una differenza sostanziale tra fibra utilizzata nelle telecomunicazioni e fibra impiegata sui droni.

Quando viene realizzata una rete, il cavo rimane in esercizio per anni.

Nel drone militare, invece, la fibra è consumabile.

Ogni missione può utilizzare chilometri o decine di chilometri di materiale che non viene successivamente recuperato.

Con la diffusione di migliaia di velivoli, il fabbisogno diventa quindi continuativo.

La tecnologia si è sviluppata rapidamente nel conflitto russo-ucraino proprio perché permette ai droni FPV di mantenere la connessione anche negli ambienti caratterizzati da una forte presenza di sistemi di guerra elettronica.

Un’analisi pubblicata dall’Australian Army Research Centre nell’agosto 2026 descrive l’introduzione documentata dei droni FPV controllati via fibra nel teatro ucraino a partire dal 2024 e la successiva diffusione della tecnologia.

La particolarità della fibra G.657.A2

Il collegamento tra data center e droni diventa ancora più interessante osservando quale fibra viene richiesta.

CRU segnala nel 2026 una forte crescita della domanda cinese di fibra G.657.A2, una fibra single-mode caratterizzata da elevata resistenza alle curvature.

È una proprietà utile quando la fibra deve essere installata in spazi estremamente ridotti oppure avvolta in bobine compatte.

Proprio per questo G.657.A2 trova applicazione sia nelle architetture ad alta densità dei data center sia nelle bobine utilizzate dai droni controllati via fibra.

Secondo CRU, la crescita della domanda di G.657.A2 ha spinto diversi produttori cinesi a riallocare capacità di filatura da G.652.D verso G.657.A2, anche perché quest’ultima presenta margini più elevati.

Il risultato è un effetto indiretto particolarmente interessante: la crescita di data center e droni non aumenta soltanto il prezzo della fibra che utilizzano direttamente. Può ridurre la capacità disponibile per produrre altre tipologie di fibra.

La guerra crea anche una competizione sulla supply chain cinese

Il fenomeno ha inoltre una componente geopolitica.

Un rapporto del Royal United Services Institute (RUSI) dedicato alla supply chain dei droni segnala come operatori ucraini che cercavano di acquistare fibra ottica dalla Cina abbiano riferito di essere stati superati da compratori russi anche dopo l’accettazione iniziale dell’ordine.

La produzione cinese riveste un ruolo importante perché molti componenti impiegati nei droni FPV provengono proprio dalla filiera elettronica e manifatturiera cinese.

Un’indagine del Washington Post, basata anche sui dati doganali cinesi, ha inoltre rilevato un forte incremento nel 2025 delle esportazioni di cavi in fibra ottica dalla Cina verso la Russia, collegandolo all’espansione della produzione russa di droni fiber-optic.

Parlare semplicemente di “fibra esaurita” sarebbe sbagliato

La distinzione è importante soprattutto per chi deve pianificare investimenti industriali.

Secondo Prysmian, nel luglio 2026 non esiste ancora una carenza generalizzata di tutti i cavi ottici. Le difficoltà più marcate riguardano determinate configurazioni ad alto numero di fibre e, soprattutto, gli elementi a monte della filiera.

Il problema riguarda le preforme, la fibra nuda e la disponibilità di specifiche capacità produttive.

È quindi più corretto parlare di mercato fortemente teso e di scarsità selettiva, piuttosto che di indisponibilità assoluta.

Questa distinzione non riduce però l’importanza del fenomeno per gli utilizzatori industriali.

Perché tutto questo interessa l’industria manifatturiera

La fibra ottica non è più soltanto una tecnologia da operatore telefonico.

All’interno delle fabbriche viene utilizzata sempre più frequentemente per collegare reparti, edifici, sistemi di supervisione e infrastrutture IT/OT, soprattutto quando sono richiesti elevata capacità trasmissiva, lunghe distanze oppure immunità alle interferenze elettromagnetiche.

Può essere presente nelle infrastrutture che supportano:

  • Industrial Ethernet;
  • backbone di stabilimento;
  • sistemi MES e SCADA;
  • macchine e linee di produzione;
  • computer vision;
  • sistemi di controllo qualità basati su immagini;
  • manutenzione predittiva;
  • edge computing;
  • data acquisition ad alta velocità;
  • infrastrutture di cybersecurity e segmentazione delle reti;
  • collegamenti tra stabilimenti e data center aziendali;
  • applicazioni AI sviluppate direttamente negli impianti produttivi.

Una tensione sulla supply chain della fibra può quindi trasferirsi progressivamente ai progetti industriali attraverso aumenti di prezzo, minore disponibilità di alcune configurazioni e maggiore variabilità dei tempi di consegna.

Il problema non riguarda soltanto la fibra

L’aumento della domanda proveniente dall’AI coinvolge inoltre l’intera catena della connettività ottica.

Un collegamento non utilizza soltanto fibra, ma transceiver, laser, connettori e dispositivi optoelettronici.

McKinsey stimava già nel luglio 2025 che la produzione di transceiver ottici da 800 Gbps potesse risultare inferiore alla domanda del 40-60% fino al 2027, mentre per i modelli da 1,6 Tbps il deficit potrebbe rimanere nell’ordine del 30-40% fino al 2029.

Si tratta soprattutto di componentistica avanzata destinata alle infrastrutture AI e non direttamente delle tradizionali interfacce industriali, ma il dato mostra quanto rapidamente gli hyperscaler stiano assorbendo capacità produttiva nell’intero ecosistema ottico.

L’Europa è particolarmente esposta alle dinamiche internazionali

La posizione europea merita attenzione.

Secondo CRU, nel 2026 la domanda interna europea di fibra non risulta particolarmente elevata. Nonostante questo, anche i prezzi europei sono stati trascinati verso l’alto.

La spiegazione è nella limitata disponibilità produttiva domestica e nella dipendenza dalle importazioni asiatiche.

Quando aumenta il prezzo della fibra prodotta in Asia, l’effetto si trasferisce quindi anche sul mercato europeo.

Negli Stati Uniti il problema è differente: la crescita dei data center hyperscale sta portando la capacità domestica di preforme e filatura verso livelli molto elevati di utilizzo.

In India alle dinamiche della domanda si aggiungono invece difficoltà nell’approvvigionamento di materiali quali germanio ed elio, utilizzati nei processi produttivi.

In altre parole, quella della fibra è oggi una supply chain globale nella quale eventi apparentemente locali producono effetti sulle altre aree geografiche.

I produttori stanno aumentando la capacità, ma serve tempo

La risposta industriale è già iniziata.

Corning sta ampliando le proprie fabbriche statunitensi. Prysmian prevede investimenti per 1,25 miliardi di euro. Altri produttori stanno lavorando sull’aumento della capacità produttiva e su nuove generazioni di fibra.

Ma costruire nuova capacità per le preforme e installare torri di filatura non è equivalente ad aumentare una normale linea di assemblaggio.

Richiede impianti altamente specializzati, competenze, processi estremamente controllati e investimenti significativi.

Per questo la supply chain non riesce necessariamente ad adattarsi allo stesso ritmo con cui gli hyperscaler possono decidere di costruire un nuovo campus AI.

È proprio questa differenza di velocità a creare la tensione.

Dalla fibra commodity alla fibra come risorsa strategica

Per anni la fibra ottica è stata considerata un componente ormai maturo, disponibile in quantità elevate e caratterizzato da una progressiva riduzione dei prezzi.

Il 2026 sta mostrando uno scenario differente.

L’intelligenza artificiale sta aumentando la quantità di connessioni necessarie nei data center. Le applicazioni militari hanno creato un nuovo utilizzo nel quale chilometri di fibra diventano materiale consumabile. Gli hyperscaler stanno stipulando contratti pluriennali per assicurarsi capacità produttiva. Contemporaneamente preforme e torri di filatura non possono essere moltiplicate nel breve periodo.

La conseguenza per l’industria non è che domani non sarà più possibile acquistare un cavo in fibra.

Il segnale da osservare è più strutturale: una tecnologia alla base della trasformazione digitale industriale è entrata nella competizione globale per le risorse necessarie alla crescita dell’AI e delle nuove tecnologie militari.

Per responsabili IT e OT, progettisti di infrastrutture industriali e system integrator questo significa che la disponibilità della connettività non può più essere considerata una variabile completamente neutra all’interno di progetti pluriennali.

Tempi di approvvigionamento, alternative tecniche, tipologia di fibra e disponibilità dei componenti ottici possono diventare elementi da valutare già in fase di progettazione.

La stessa evoluzione dei data center mostra infatti un principio più generale: la trasformazione digitale è sempre meno immateriale. Dietro AI, cloud e fabbriche connesse esistono vetro ultrapuro, germanio, elio, stabilimenti produttivi, energia e capacità industriale.

Ed è proprio la disponibilità di queste risorse fisiche che potrebbe diventare uno dei fattori in grado di determinare la velocità della prossima fase della digitalizzazione industriale.

Fonti principali

CRU Group, CRU introduces monthly optical fibre price reporting in response to market volatility, 2026.

CRU Group, Optical fibre prices rise as preform availability tightens, 2026.

Prysmian, Prysmian to accelerate data center growth in Digital Solutions, 20 luglio 2026.

Data Center Dynamics, Marco Van Dongen – Prysmian, Optical fiber: A supply chain in the spotlight, 23 luglio 2026.

Corning Optical Communications, 2026 Data Center Trends and Industry Predictions, 29 gennaio 2026.

Corning Incorporated e Meta, comunicato sull'accordo pluriennale fino a 6 miliardi di dollari, 27 gennaio 2026.

Reuters, accordo Amazon-Corning, 8 giugno 2026.

Reuters, accordo Prysmian-Molex, 20 luglio 2026.

U.S. Army – Center for Army Lessons Learned, Fiber Optic Drones: Posing a Significant C-UAS Challenge, 12 agosto 2025.

Royal United Services Institute, Drones: Decoupling Supply Chains from China, novembre 2025.

Australian Army Research Centre, Drones in Modern Warfare (2024-2026), agosto 2026.

McKinsey & Company, Opportunities in networking optics: Boosting supply for data centers, 2 luglio 2025.